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Una giornata non basta.

Ultimo Aggiornamento: 26/11/2012 17:46
25/11/2011 19:36
 
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25 Novembre- Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


E' un testo di denuncia degli stereotipi relativi alla Donna Maltrattata che provoca chi legge.

L'Io del titolo è dunque anche l'io del lettore che si confronta con le spose di Barba bLu e si identifica, a tratti,provandone orrore,o ne prende le distanze, in modo difensivo affermando tre sè e sè:" A me non sarebbe mai successo! Non avrei mai permesso ad un uomo di farmi tutto questo...forse queste donne se la sono andata a cercare..forse provano una forma di piacere nel soffrire, nell'essere picchiate, umiliate.

La presa di distanza ci permette di vedere il fenomeno come qualcosa che non ci riguarda,che ha a che vedere con un'esperienza che ci è del tutto estranea.


"Un estraneo può farmi del male ma non tu.

Un estraneo può violentarmi per la strada ma non tu, tu sei entrato nella mia carne perchè te l'ho permesso, e vi hai piantato i tuoi semi che si sono mescolati ai miei e insieme abbiamo creato altra carne e sangue e tendini e capelli e vita.

Tu No.Tu non puoi essere l'Uomo nero..l'uomo dei miei incubi bambini..un uomo senza faccia che mi aggrediva nel sonno.

Tu hai una faccia, ed è quella di cui mi sono innamorata...
Guardo l'orologio, eppure non sono in ritardo, però penso che mi troverò davanta la sua faccia di sfinge, dove due occhi accesi dalla collera mi perforeranno la schiena quando mi giro... la sfinge non mi degna nemmeno di un saluto e rimango per pochi minuti impacciata.
Sono io che dico ciao, ciao al silenzio che non risponde[...]

[...]era la mia, l'obbedienza forzata e ribelle degli animali in cattività.
Era la zampa alzata del leone che ruggisce alla frusta del domatore.
Era il suo girare nell'arena del circo , come a dire "no sullo sgabello non ci torno, anche se tu hai la frusta in mano, ma io sono più forte, ho la criniera e lo scatto che l'essere umano non possiede.Sono tutto questo ma tu hai la frusta e l'ipnosi dello schiocco che mi induce a salire sullo sgabello di ferro.
Ci torno, dopo un ultimo ruggito, però così, per dirti che in ogni caso non mi lascio domare.
[...]Ero io che ero stata brava a fare da muro,un muro fatto di un materiale speciale.Non potevo dir loro male del padre, le avrei emotivamente distrutte[...] dalla valanga di detriti,venuti giù dalla montagna della nostra vita,in quelche modo le ho protette.
Almeno dalle pietre più grosse, quelle che le avrebbero schiacciate...[...]fare in modo che da quella terra zeppa di spine, di cocci taglienti,di rasoi, loro, inconsapevolmente, come formichine sapienti,potessero solo prendere i granelli di terra buona.
[...]E alla fine io sono morta in modo stupido. Sono morta per sfinimento.
Perchè dopo anni di lotta interiore, dopo il mio grido di allarme rivolto con intermittenza all'esterno, allo psicologo, agli operatori sociali, all'avvocato, ho iniziato a sottovalutare il pericolo, ho dato retta a chi mi diceva: "Tu non lo lasci perchè c'è un filo di complicità, che sempre si crea tra la vittima e il suo carnefine".

E io per anni ho detto che non era così.Ho cercato di spiegare all'esperto di turno che il pericolo mortale c'era..alla fine quasi urlavo loro: "Mi spiace ma non posso dimostarvi che ho ragione!".
Non volevo morire.Ci tenevo alla vita...(ma poi ) ho abbassato la guardia. Ero sfinita. Mi sono detta: Forse ho davvero ingigantito il suo potere maligno... forse ce la posso fare!Riuscirò a vincere.
Ho zittito una vocina impertinente che mi diceva di no.
L'ho soffocata.All'uscita del casinò lui c'era .
E ha voluto indietro la mia vincita.

Adesso la porta parla, racconta al posto mio:
"Sono quella porta che lui ha divelto e sono finita sulla testa di una donna. Io non volevo! Ve lo giuro!Un calcio ed ero a pezzi! Lui mi ha stretto tra le mani.
Nelle sue mani l'asta della mia cornice.Ma non ero stata fatta per colpire...ero stata fatta per durare.
A terra imbrattata del suo sangue... del sangue di quella donna le cui mani avevo sentito tante volte su di me per spolverarmi.
Non ci ho capito tanto.Sono una porta.Ma in ospedale già non ero più una porta..ero un pensile (caduto accidentalmente)."



[Modificato da Maila1 25/11/2011 19:51]
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